18/02/2006 Etica  
Riflessione di Albert Schweitzer su etica ed il rispetto per ogni forma di vita

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Dott.
Albert Schweitzer
(1875-1965) - Missionario e statista, Premio Nobel per la pace nel 1952


In Here's Harmlessness: An Anthology of Ahimsa, compilato da H. Jay Dinshah (fondatore della Società Vegana Americana) si trovano citazioni da Schweitzer, inclusa la seguente: “Sono conscio del fatto che mangiare carne non concordi con i sentimenti più nobili dell’animo umano e per questo evito di farlo ogni volta che posso”.

Da The Vegetable Passion, di Janet Barkas (New York, 1975): “…Schweitzer considerava il vegetarismo come una sorta di rispetto reverenziale per la vita e si doleva del fatto di non poter raggiungere pienamente quell’obiettivo, almeno non come avrebbe voluto. Durante i suoi ultimi anni di vita divenne un vegetariano più coerente: pare che Barkas ricevette queste informazioni da “Anita Daniel, la quale condivise molti pranzi e molte cene con Schweitzer, nella sua residenza del villaggio di Gunsbach, in Alsazia”.

Citazioni:

L’uomo non troverà la pace interiore finché non imparerà ad estendere la propria compassione a tutti gli esseri viventi. - The Philosophy of Civilisation

La coscienza tranquilla è un’invenzione del diavolo. - The Philosophy of Civilisation

Verso la fine del terzo giorno, nel momento stesso in cui, al tramonto... mi balenò alla mente, inattesa e repentina, la frase: “Rispetto reverenziale per la vita”.

Un uomo è etico solo quando la vita, in quanto tale, è sacra per lui, quando rispetta la vita di piante ed animali, così come quella del suo prossimo, e solo quando dedica tutto se stesso all’opera di sostegno di tutte quelle forme di vita che necessitano di aiuto.
Qualsiasi religione, o filosofia, non basata sul rispetto per la vita non è una vera religione o una vera filosofia
. - Lettera ad un’organizzazione animalista giapponese, 1961

Ciò che più di tutto fa di un essere umano un vero uomo è la sua empatia per tutte le creature viventi.
Quando aiuto un insetto in difficoltà non faccio altro che cercare di espiare una parte delle colpe dovute ai crimini [degli esseri umani] contro gli animali.
Questa è la mia formica personale. Ti riterrò responsabile se le romperai le zampe (ad un bambino di dieci anni).
La felicità? Un’ottima salute e una pessima memoria, niente di più.
Non si può permettere che qualcuno consideri leggero il peso delle proprie responsabilità. Finché vengono perpetrati tanti maltrattamenti ai danni degli animali, finché i gemiti degli animali assetati, imprigionati in vagoni merci, continuano a non essere ascoltati, finché tanta brutalità ha la meglio nei nostri mattatoi... siamo tutti colpevoli. Ogni essere vivente è prezioso proprio perché vive, perché rappresenta una delle manifestazioni evidenti di quel mistero che chiamiamo vita.
Secondo il pensiero europeo moderno stiamo vivendo una vera e propria tragedia: i legami originari tra un atteggiamento positivo nei confronti del mondo e l’etica si stanno lentamente ma irreversibilmente allentando e alla fine verranno troncati del tutto.
- Out of My Life and Thought

Lo spirito dell’uomo non è morto. Continua a vivere in segreto... È giunto a credere che la compassione, sulla quale si devono basare tutte le filosofie morali, può raggiungere la massima estensione e profondità solo se riguarda tutti gli esseri viventi, e non solo gli esseri umani. - Discorso tenuto alla consegna del Premio Nobel per la pace: The Problem of Peace in the World Today.

La nostra civiltà non ha sentimenti umani. Siamo uomini troppo poco umani! Dobbiamo riconoscerlo e cercare di trovare una nuova spiritualità. Abbiamo perso di vista questo ideale, occupati come siamo a pensare agli affari degli uomini, anziché al fatto che la nostra bontà e compassione dovrebbero estendersi a tutte le creature. La religione e la filosofia non hanno insistito abbastanza sul fatto che dovremmo essere buoni e compassionevoli con tutti gli esseri viventi.- Letter to Aida Flemming, 1959
Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura. Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare. Ovvero, espresso in termini negativi: “Non uccidere”. Prendiamo così alla leggera questo divieto che ci troviamo a cogliere un fiore senza pensarci, a pestare un povero insetto senza pensarci, senza pensare, orribilmente ciechi, non sapendo che ogni cosa si prende le proprie rivincite, non preoccupandoci della sofferenza del nostro prossimo, che sacrifichiamo ai nostri meschini obiettivi terreni. - Reverence for Life

Affermare la vita significa rendere più profonda, più interna la voglia di vivere ed esaltarla. Allo stesso tempo l’uomo, divenuto un essere pensante, si sente obbligato ad accordare a tutti gli esseri dotati di voglia di vivere lo stesso rispetto reverenziale di cui investe la propria esistenza. Percepisce la vita altra come simile alla sua. Comprende ciò che è bene: preservare la vita, valorizzare al massimo la vita in grado di svilupparsi; e comprende ciò che è male: distruggere la vita, nuocere alla vita, reprimere la vita in grado di svilupparsi. Questo è il principio assoluto, fondamentale, della morale ed è una necessità del pensiero. - Citato in A Treasury of Albert Schweitzer, ed. Kiernan.

Brani vari tratti da 'Memoirs of Childhood and Youth’:

Ricordo di aver sempre sofferto a causa della grande miseria che vedevo nel mondo. Non ho mai conosciuto la gioia di vivere spontanea propria della fanciullezza e penso che molti bambini si sentano così, anche se spesso, visti dall’esterno, sembrano completamente felici e senza preoccupazioni.
Ciò che mi faceva più soffrire era vedere dei poveri animali costretti a sopportare così tanto dolore e tante privazioni. La vista di un cavallo vecchio e zoppicante trascinato da un uomo mentre un altro lo colpiva con un bastone mentre veniva portato al mattatoio di Colmar mi perseguitò per settimane.
Era una proposta terribile [che Albert, di otto anni, passasse il tempo con un amichetto ad uccidere gli uccelli con una fionda]... ma non osai rifiutare, perché avevo paura che avrebbe riso di me. Andammo quindi vicino ad un albero, ancora quasi del tutto spoglio, dove gli uccellini cantavano allegri al mattino e non avevano per niente paura di noi. Poi, come un indiano curvo sulla preda, il mio compagno mise un sasso nella fionda e tirò. Obbedendo al suo sguardo autoritario, feci lo stesso, non senza spaventosi rimorsi di coscienza, giurando solennemente a me stesso che avrei sparato quando lo avesse fatto anche lui. Nello stesso istante le campane della chiesa iniziarono a suonare, fondendosi in un’unica melodia con il canto degli uccelli sotto il sole. Era la campana di avviso, che suonava mezz’ora prima della campana vera e propria. Per me era come una voce proveniente dal paradiso. Buttai a terra la fionda, facendo fuggire gli uccelli, che erano così al sicuro dalla fionda del mio compagno e fuggii a casa. Da allora, ogni volta che le campane della Settimana Santa suonano tra gli alberi senza foglie, sotto il sole, ricordo con immensa gratitudine il modo in cui, allora, risuonò nel mio cuore il comandamento Non uccidere.
Solo una parte irrilevante delle immense crudeltà commesse dagli uomini può essere ascritta ad istinti crudeli. La maggior parte di esse è dovuta a superficialità o ad abitudini consolidate. Le radici della crudeltà, quindi, sono più diffuse di quanto non siano forti. Ma verrà il giorno in cui l’inumanità, protetta dalle abitudini e dalla superficialità, soccomberà di fronte all’umanità difesa dalla riflessione. Lasciateci lavorare per far sì che questo giorno arrivi.


Brani vari tratti da 'Civilization and Ethics’

Qual è la natura di tale degenerazione, imperante nella nostra civiltà, e perché si è creata? ... Ciò che rende la nostra civiltà un disastro è il fatto che sia molto più sviluppata materialmente che spiritualmente. C’è uno squilibrio... Ora i fatti ci invitano a riflettere. Ci dicono con parole terribilmente crude che una civiltà che si sviluppa solo dal lato materiale e non nella propria sfera spirituale... si avvia al disastro.
L’etica del rispetto reverenziale per la vita ci spinge a condividere quanto ci turba e a parlare e agire insieme senza paura per alleggerire la responsabilità di ciò che proviamo. Ci mantiene uniti nella ricerca di un’opportunità per aiutare in qualche modo gli animali, per risarcirli dell’immensa miseria arrecata loro dagli uomini e così per un momento fuggiamo dall’incomprensibile orrore dell’esistenza.
Devo interpretare le vita che mi circonda nello stesso modo in cui interpreto la mia. La mia vita è molto significativa per me. La vita che mi circonda deve essere significativa per se stessa. Se mi aspetto che gli altri rispettino la mia vita, io devo rispettare quella degli altri, per quanto strana mi possa sembrare. E non solo la vita umana, ma la vita di tutti gli esseri: le forme di vita di livello superiore al mio, se esistono; quelle di livello inferiore, che so che esistono. L’etica, come viene intesa nel mondo occidentale, è stata finora limitata ai rapporti tra uomini. Ma questa etica è limitata. Abbiamo bisogno di un’etica più vasta, che includa anche gli animali.
L’uomo è veramente etico quando rispetta l’obbligo di aiutare tutte le forme di vita che è in grado di aiutare, e quando, per evitare di danneggiare un essere vivente, cambia i suoi progetti. Non chiede in che misura questo o quell’essere vivente meriti simpatia, né se questo sia capace di provare sentimenti. Per un uomo etico la vita è sacra per se stessa. Se, dopo un temporale, quest’uomo esce in strada e vede un verme smarrito, penserà sicuramente che quel verme morirà disidratato al sole se non penserà a dargli immediatamente del terreno umido dove poter strisciare, perciò lo porta via dal mortale selciato di pietra e lo deposita nell’erba verde. Se, passando, dovesse vedere un insetto caduto in una pozza, perderebbe un po’ del suo tempo a cercare una foglia o uno stelo su cui l’insetto potrà arrampicarsi e così salvarsi.
L’uomo, divenuto un essere pensante, sente il dovere di dare ad ogni voglia di vivere lo stesso rispetto reverenziale per la vita che dà a se stesso. Percepisce tale vita altra nella propria.
L’uomo pensante deve opporsi a tutte le pratiche crudeli, per quanto profondamente radicate nella tradizione e circondate da un’aureola di santità. Nel momento in cui abbiamo la possibilità di scegliere, dobbiamo evitare di causare tormento e danno alla vita altrui, perfino quella della più piccola creatura; fare altrimenti significa rinunciare al nostro essere uomini e sobbarcarci una colpa ingiustificabile.
Destino di ogni verità è quello di essere oggetto di ridicolo la prima volta che viene pronunciata. In passato venne considerato pazzesco supporre che gli uomini di colore fossero esseri umani come gli altri e che dovessero essere trattati come tali. Ciò che in passato era una follia ora è una verità riconosciuta. Oggi proclamare il rispetto costante per tutte le forme di vita, nell’ambito di una richiesta seria di un’etica razionale, viene considerata un’esagerazione. Si sta però avvicinando il giorno in cui la gente sarà stupita che la razza umana sia vissuta tanto tempo prima di capire che nuocere distrattamente alla vita è incompatibile con una vera etica. L’etica è, nel senso più vasto del termine, un senso di responsabilità esteso a tutto ciò che ha vita.

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