14/04/2006 Bibliografia  
Biografia: l'eccellente conservazionista Franco Zunino, fondatore dell'Associazione Italiana per la Wilderness

Franco Zunino nasce a Ponti (Alessandria) il 20 novembre 1943. Figlio di contadini, in tenera età si trasferisce con i genitori nella Val Bormida savonese. Amante della Natura e delle sue bellezze fin dalla più tenera infanzia, fa le sue prime esperienze naturalistiche nell’ambiente collinare e boscoso delle Langhe meridionali rivelandosi ben presto ambientalista e conservazionista quasi ante litteram.

Raggiunta la maturità, dopo alcuni periodi lavorativi presso industrie locali, per seguire la sua innata passione per il mondo naturale chiede di essere assunto dal Parco Nazionale Gran Paradiso; per decisione dello storico Presidente Renzo Videsott diviene Guardiaparco e si trasferisce in Valle d’Aosta per circa tre anni. Sempre spinto dalla sua bruciante passione per la salvaguardia dell’ambiente, nel 1970 viene chiamato in Abruzzo dall’allora neo fondato WWF e dal Parco Nazionale per dare inizio ad una ricerca sulla bio-etologia dell’Orso bruno coordinata dal Prof. Stephen Herrero dell’Università di Calgari (Canada). Nel 1971 passa alle dipendenze del Parco in qualità di tecnico naturalista, incarico che durerà oltre vent’anni e che gli darà una grande professionalità nel campo della gestione dei Parchi. In quegli anni dà alle stampe numerose pubblicazioni scientifiche e tecniche sia sulla specie Orso bruno, sia su questioni tecniche di conservazione della natura, e sia su pubblicazioni italiane che straniere (quale autorevole esperto tra gli studiosi della specie Orso bruno verrà in seguito inserito nell’apposita Endangered Species Survival Commission della World Conservation Union - IUCN) e nella commissione scientifica dell’“Observatoire de la zone à ours” del Gruppo Orso dei Pirenei francesi (Group Ours Pyrénées).

Le esperienze di vita nel Parco Nazionale, lo spingono ben presto a scontrarsi con le autorità sulle problematiche di conservazione dell’Orso bruno e dello stesso Parco. A seguito di tale esperienza, nel 1981 dà inizio ad una campagna di divulgazione su quella che poi, proprio grazie a lui, diverrà nota in Italia come “filosofia Wilderness”: un nuovo concetto di conservazione e tutela delle aree selvagge originatosi negli Stati Uniti d’America, conciliante nei riguardi dei diritti delle collettività locali e della caccia. Nel 1985 assieme ad alcuni amici fonda infine l’Associazione Italiana per la Wilderness.

Per questo suo impegno otterrà in seguito importanti riconoscimenti internazionali e verrà chiamato a fare parte di Fondazioni specifiche in Scozia (Foundation for Gaia), Sud Africa (Wilderness Leadership School) ed USA (Listenint Point Foundation), nonché inserito tra i membri editoriali (Associate Editor) dell’International Journal of Wilderness e tra i membri della Mountains World Commission on Protected Areas della World Conservation Unione – IUCN. In Italia riceverà invece il premio internazionale “Qualità 3M” dalla multinazionale Società 3M SpA per il suo impegno nell’istituzione della Riserva Naturalistica dell’Adelasia (Liguria) e, per la sua attività nel campo della conservazione della Natura, un “Diploma di benemerenza” da parte della Federazione Italiana Pro Natura.

Appena raggiunti i limiti pensionistici, dopo quasi venticinque anni di vita in Abruzzo tra i paesi di Pescasseroli, Gioia Vecchio e Villavallelonga, ritorna alla sua regione d’adozione, trovando residenza a Murialdo, un paesino dell’alta Val Bormida savonese da dove con sempre maggiore fervore coordina l’Associazione Italiana per la Wilderness come Segretario Generale e come Direttore responsabile dell’autorevole periodico sociale Wilderness/Documenti da lui fondato nel 1985. Nell’ambito di quest’attività egli ha partecipato a quattro Congressi Mondiale sulla Wilderness (World Wilderness Congress) in Scozia nel 1983, negli USA nel 1987, in India nel 1998 ed in Sud Africa nel 2001 ottenendo ampi riconoscimenti per l’attività svolta in Italia (della quale si parla anche nell’autorevole volume Wilderness Management edito negli USA dalla WILD Foundation in varie edizione), ricevendo anche le lodi scritte ed un prestigioso omaggio da parte del Presidente della storica Wilderness Society americana fondata da Robert Marshall.

Nel frattempo cresce con gli anni sua attività di scrittore, passando sempre più spesso da articoli e lavori tecnico-scientifici ad opere più strettamente letterarie, vincendo diversi premi per racconti nei quali protagonista è sempre la natura e/o l’uomo nei suoi rapporti che essa. Come scrittore dimostra subito il suo talento, e la sua penna tratteggia le cose che descrive con molta chiarezza. Ne è un esempio l’ultima sua pubblicazione, “I predatori compassionevoli”, un libro sulla caccia, ma anche sull’amore per la natura e la sua salvaguardia, un libro scritto con grande passione. La sua posizione è favorevole alla caccia anche se il motivo principale del libro è la descrizioni delle ragioni del perché non è mai stato contrario a questa pratica dell'uomo.
Ma forse, la pubblicazione di maggior spicco di Zunino, è il racconto naturalistico "I giorni dell'Orso bruno", una narrazione della vita dell'orso descritta durante lo svolgere dell'anno. Fu pubblicato nel 1992, ma purtroppo attualmente è esaurito. Ci si augura che al più presto questa opera possa essere pubblicata nuovamente. A parere di chi scrive si tratta di una delle migliore opere narrative naturalistiche mai scritte!!

Franco Zunino, rappresenta uno dei migliori esempi di persona impegnata, senza personalismi o carriera di sorta, alla indefessa salvaguardia degli ultimi spazi wilderness rimasti in Italia. Può essere definito “l’Aldo Leopold” italiano poiché, dalla fondazione dell’Associazione Wilderness ad oggi, è riuscito a far proteggere come wilderness decine di aree italiane che ancora preservano questo mirabile status.

Non di meno è poi la sua inconscia ed istintiva verità naturalistica che lo possiede e, a differenza di molti cosiddetti “ambientalisti di poltrona”, si pone sempre in prima linea a contrastare tutte le offese che la natura riceve per opera di uomini che senza scrupoli vorrebbero sempre sottometterla. Spesso lo fa anche a proprio rischio entrando in conflitto con persone o istituzioni.

Il successo della nascita di numerose aree Wilderness in Italia, avuto grazie all’operare di Zunino e, ovviamente dei suoi collaboratori, è evidente a tutti, i dati parlano chiaro. Dal 1985, anno di fondazione dell’associazione ad oggi, siamo arrivati a migliaia di ettari di protezione distribuiti su molte regioni e province! Ma i dati sono provvisori perché continueranno a crescere.

Non dimentichiamoci poi che lui continua strenuamente la battaglia a diffondere informazioni per salvaguardare gli ultimi orsi marsicani rimasti in Abruzzo (ricordiamoci che lui è stato il primo studioso italiano di questa specie negli anni settanta del secolo scorso), proponendo di continuo soluzioni efficaci e di facile attuazione, ma che quasi mai vengono recepite da chi di dovere, sicuramente per un atteggiamento di tornaconti, ignoranza e di malafede. Lui ha fatto anche notare come si sia speso milioni di euro per continui e ripetitivi studi sul plantigrado abruzzese e, poco o nulla per azioni concrete per la sua salvaguardia. Come detto in precedenza, queste sue battaglie per l’orso, lo hanno messo in serio contrasto con le autorità che dovrebbero o avrebbero dovuto operare sulla questione.

Ma Zunino, per la salvaguardia della natura non si limita alle aree Wilderness, che ovviamente sono il suo obiettivo primario, seguendo sempre strettamente la tipologia della filosofia wilderness americana, dove tutto ciò è nato nel 1964, ma anche per le aggressioni più generiche ai territori naturali, come per fare un solo esempio, la costruzione di imponenti centrali eoliche che alterano per sempre la bellezza del paesaggio, sia pure semplicemente agreste. Queste sue posizioni lo espongono continuamente a "feroci" critiche.

Franco Zunino dice sempre senza remore il suo pensiero sulle tematiche della natura, con particolare attenzione, come detto, circa gli aspetti conservazionistici, e questo non lo fa mai per un proprio tornaconto. Ovviamente, nessuno è portatore di "verità assolute", quindi non si vuole asserire, per non cadere nella demagogia e nella piaggeria, che ciò che dice Zunino sia sempre inoppugnabile, ma mi permetterei di dire che raramente può trovarsi nel torto.

Lo scrivente sarà per sempre grato a Franco Zunino per aver voluto dedicare alla memoria di mia moglie, deceduta in giovane età, una secolare quercia in territorio abruzzese. Franco Zunino è per me una persona eccezionale, che sa associare alle sue infinite battaglie in difesa dei territori, una profonda umanità, umanità che, almeno nei miei confronti, si è dimostrata "sublime". A lui devo, se un giorno un viandante passerà sotto quella quercia, poter leggere inciso su targa, il nome della mia adorata moglie. Sarà un ricordo alla memoria di una ragazza che le fatalità e le stranezze della vita l'hanno portata ad andar via. Ora lei non c'è più, ma quella quercia resisterà ancora e porterà ai posteri il nome di mia moglie. Tutto questo lo devo ad un certo "Franco Zunino", certamente il fondatore della Wilderness in Italia, ma anche fondatore della spiritualità della natura, senza cui non ci sarebbe spinta ad una vera e duratura conservazione. Ciao Franco e grazie, anche a nome della cara Ela.

Per concludere, tornando sulla Wilderness, occorre ribadire che oggi in Italia senza il suo indefesso operare verso questa meravigliosa causa, non ci sarebbe assolutamente, ribadisco ASSOLUTAMENTE nulla di concreto al riguardo! Non occorre tanto ammirarlo quanto soprattutto ringraziarlo! Kiitos.

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Per approfondire andare su Wilderness Italia

Fonte:
 

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