28/08/2005 Ecologia profonda  
Gaia: un organismo vivente di Manuel Zanarini

Fonte: Arianna Editrice

Nel 1979 il matematico James Lovelock pubblicò un libro dal titolo “Gaia”, in onore della Dea Terra degli antichi Greci. La tesi principale del suo scritto era che la Terra fosse un unico organismo di dimensioni planetarie. Questo implicherebbe che ogni azione compiuta da una qualunque delle specie viventi sul pianeta ha effetto su tutto l’insieme, essendo esse parti di un unico organismo vivente, come gli organi che interagiscono all’interno dell’essere umano.

Particolare rilievo viene dato all’atmosfera, concepita come il grande organo di interconnessione e termoregolazione del pianeta, idea che verrà poi ripresa anche dallo scienziato australiano Tim Flannery, che la chiamerà “il grande oceano d’aria”. Secondo Lovelock, l’atmosfera deve essere considerata come una costruzione biologica, che pur non essendo vivente rappresenta un’estensione di un sistema vivente (Gaia appunto). Per spiegarsi porta come esempio la pelliccia del gatto, non vive di per sé ma serve all’animale per adattarsi all’ambiente prescelto per vivere, così l’atmosfera permette a Gaia di termoregolarizzarsi.

A riprova di ciò prende in esame l’aumento della temperatura del Sole e la paragona a quella della Terra.

Il Sole diventa sempre più caldo man mano che invecchia, il calore dei raggi è aumentato del 30% da quando si misurano, nonostante ciò la temperatura della Terra è rimasta quasi costante, ciò significa che ci deve necessariamente essere un sistema di regolazione che permette a Gaia di mantenere la vita al suo interno. Bisogna, infatti, considerare che una variazione anche solo di 1/10 del 1% della radiazione solare è sufficiente a scatenare un’era glaciale.

Ulteriore e forse più affascinante prova della “vita” di Gaia è rappresentata dalla “curva di Keeling”. Questo grafico rappresenta il risultato di una serie di misurazioni compiute dal ricercatore David Keeling a Mauna Loa a partire dal 1958. Attraverso queste misurazioni si è osservato il variare della concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’aria.

Si nota che ogni primavera, ciò quando la vegetazione nasce, la CO2 viene estratta dall’aria diminuendo; al contrario ogni autunno, con la decomposizione, l’anidride carbonica viene emessa nell’aria aumentando.

Da qui, si dice che la “curva di Keeling” rappresenta Gaia che respira: inspira in primavera, facendo calare l’inquinamento, ed espira in autunno, facendolo aumentare. La cosa preoccupante però è che ogni anno il livello di CO2 aumenta sempre, segno che la respirazione naturale non basta ad eliminare gli effetti generati dall’attività umana.

Tutto questo fa capire che l’umanità deve assumere un nuovo atteggiamento nei confronti della Natura, bisogna rendersi conto che siamo all’interno di un unico sistema e che se, per esempio, gli alberi della Amazzonia verranno tagliati ai ritmi terribili degli ultimi anni, non ne soffriranno solo gli indigeni, ma tutta l’umanità; infatti verrà compromessa l’intera “respirazione” di Gaia e tutti ne pagheremo le conseguenze.




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