06/11/2006 Ecologia profonda  
Gli otto principi della piattaforma del movimento dell’ecologia profonda

Fonte 1:Cliccare qui
Fonte 2:Filosofia ambientale di P. Pagano
Si ringrazia P. Pagano per la concessione alla pubblicazione dell'articolo

Arne Naess e altri hanno proposto una raccolta di otto principi per caratterizzare il movimento della ecologia profonda come parte di un movimento ecologico generale. In molte nazioni occidentali i sostenitori dei principi della piattaforma provengono da religioni e retroterra filosofici differenti. Quello che li rende uniti è la visione a lungo termine di quello che è necessario fare per proteggere l’integrità delle comunità e dei valori ecologici della Terra. I sostenitori dei principi hanno una diversità di credenze fondamentali. Per “credenze fondamentali” intendiamo i loro terreni metafisico personale e religioso di base, per i loro valori, le azioni e il sostegno al movimento dell’ecologia profonda.
Qui sotto vengono presentati i principi della piattaforma del movimento della ecologia profonda così come furono originariamente proposti da Arne Naess e George Sessions nel 1984 durante un viaggio turistico nella Valle della Morte in California.
1. Il benessere e la prosperità della Vita umana e non umana sulla Terra hanno un valore proprio (sinonimi: valore intrinseco, valore inerente). Questi valori sono indipendenti dall’utilità che il mondo non umano ha per soddisfare gli scopi umani.
2. La ricchezza e la diversità delle forme di vita contribuiscono alla realizzazione di questi valori e sono inoltre valori per se stessi.
3. Gli uomini non hanno il diritto di ridurre questa ricchezza e diversità tranne che per soddisfare i bisogni umani vitali.
4. La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuzione della popolazione umana. La prosperità della vita non umana richiede tale diminuzione.
5. L’attuale interferenza umana nei confronti del mondo non umano è eccessiva e la situazione sta rapidamente peggiorando.
6. I comportamenti devono quindi essere modificati. Questi comportamenti hanno influenza sulle strutture economiche, tecnologiche e ideologiche di base. La situazione risultante sarà profondamente differente da quella odierna.
7. Il cambiamento ideologico è principalmente quello di apprezzare la qualità della vita (vivere in condizione di valore inerente) piuttosto che cercare un tenore di vita sempre più alto. Ci sarà una consapevolezza profonda della differenza tra il grande fisico (big) e il grande metafisico (great).
8. Coloro i quali sottoscrivono i punti precedenti hanno l’obbligo di cercare, direttamente o indirettamente, di attuare i necessari cambiamenti.
Chiunque sottoscriva questi otto principi è chiamato da Naess e da altri a diventare un sostenitore del movimento dell’ecologia profonda, non a diventare un ecologista profondo. Naess crede che la definizione “ecologista profondo” sia troppo presuntuosa, mentre “ecologista superficiale” sia scortese. La parola “sostenitore” è più ghandiano e ricco per interpretazioni. Come già detto, Naess sottolinea che coloro i quali sostengono questi principi possono farlo partendo da un ampio spettro di vedute fondamentali differenti. Proprio come gli uccelli costruiscono differenti tipi di nidi nei differenti habitat, così le culture umane che hanno origine in luoghi ecologici con i propri valori inerenti sviluppano condizioni diverse di ordine pratico, sociale e tecnologico.
Naess chiama la sua filosofia suprema Ecosofia T. Egli è influenzato profondamente dal friluftsliv norvegese (un movimento per sperimentare la vita all’aperto, vedi Henderson, 1997), dalla non violenza ghandiana, dal buddismo Mahayana e dal panteismo spinoziano. T si riferisce a Tvergastein, il rifugio di montagna di Naess dove la maggior parte dell’Ecosofia T è stata elaborata. T si riferisce anche alla parola norvegese “interpretazione” (tolkning) che è centrale nella sua filosofia del linguaggio e della comunicazione. Una norma di base dell’Ecosofia di Naess è la Realizzazione del Sé! per tutti gli esseri. Il Sé da realizzare per gli uomini non è il sé del proprio ego (s minuscola), ma il Sé più grande ecologico (S maiuscola). Questa distinzione sé/Sé ha delle affinità con il buddismo Mahayana. Naess dice che noi possiamo realizzare i nostri Sé ecologici in differenti modi. Il percorso da seguire di cui parla maggiormente è l’estensione dell’identificazione. Egli presume che una persona sia integra ed abbia un sano ego così da evitare la possibilità che si manifesti il sé piccolo e la sua parte oscura.
Naess tenta di esaminare questa sua visione totale partendo sola dalla norma: Auto-Realizzazione!, Self-Realization! Per Auto-realizzazione si intende: “l’Auto-realizzazione di tutti gli esseri!” Il punto esclamativo viene usato per sottolineare che non si tratta di una semplice esposizione, ma che la frase dice qualcosa che deve essere fatto. Naess sente questa norma come la base della sua ecosofia di vita. Egli sprona gli altri a sviluppare le proprie ecosofie basate sulle proprie visioni supreme. L’Auto-realizzazione per gli uomini, dice, può essere raggiunta in una grande varietà di modi. Il suo metodo è quello di allargare il proprio senso di identificazione verso un senso più ampio del Sé. Tutti gli uomini hanno questa capacità insita nella propria natura, come Naess e altri hanno osservato comparando le diverse culture. Noi tutti abbiamo la capacità di metterci in relazione con un senso molto più vasto del sé, che trascende l’ego, estendendo il nostro senso di identificazione oltre il solito punto focale dell’ego e andando verso una sfera più ampia di interrelazioni.
Altri scrittori che sostengono i principi della piattaforma del movimento ecologista profondo hanno criticato l’estensione della propria identificazione. Alcuni preferiscono trovare i loro presupposti fondamentali e le loro ecosofie basandole su una differente concezione del sé, sottolineando il sé sociale, in certi casi, o evidenziando le differenze tra il modo in cui si sviluppa, nelle nostre tradizioni, l’identità propria delle donne in contrasto a quella degli uomini. In questo modo, alcuni sostenitori del movimento dell’ecologia profonda sono ecofemministi, altri sono ecologisti sociali, altri ancora Cristiani.
Alan Drengson Oregon State University
(Tratto da: The Trumpeter: Journal of Ecosophy, Vol 14, No. 3, Summer 1997, pp. 110-111 - traduzione di Piergiacomo Pagano e Francesca Pazzaglia)



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