26/02/2006 Ecologia profonda  
Riflessioni sull'Ecologia profonda e la Wilderness di Franco Zunino

Guido Dalla Casa è rimasto meravigliato del fatto che io abbia definito antropocentrica la filosofia Wilderness, ma la filosofia Wilderness non è antropocentrica in senso materialistico, in quanto l'uomo fa parte del mondo naturale solo come membro paritetico con tutte le altre forme di vita e di non vita; ma lo è in senso spiritualistico; ovvero per i sentimenti spirituali che albergano nell'animo umano quando ritorna ad immergersi in questo mondo, e questo aspetto non può che considerarsi spiritualismo antropocentrico.

Le Aree Wilderness hanno lo scopo multiplo di preservare sia la biodiversità (materialismo scientifico ed ecocentrico) sia la possibilità che l'uomo vi possa trovare emozioni e sensazioni spirituali attraverso il mantenimento e la ricerca della solitudine e di un rapporto intimo e profondo col mondo naturale, un ritorno al nostro antico quale diventa, almeno di fatto, una immersione in uno spazio privo di dimensioni e riferimenti geografici antropocentrici (sentieri marcati ed altre strutture per la ricreazione fisica/turistica). Quindi, come sostiene Guido Dalla Casa, esse sono "isole in un mare di progresso"; isole che pur rappresentando una situazione effettivamente materialistica (quale è lo stato naturale fisico) permettono la possibilità di un isolamento che da fisico finisce per farsi interiore e quindi spirituale. L'Ecologia Profonda, almeno secondo il mio punto di vista, appartiene più alla prima situazione, quella fisico-biologica, che portata all'estremo spinge l'uomo ad estromettersi dal mondo naturale al fine di permetterne un libero sviluppo senza interferenze alcune dell'uomo. Ma ecco che questo concetto ci porta piuttosto a considerare questi spazi selvaggi come "riserve integrali", nelle quali ogni interferenza umana vi deve essere allontanata e/o impedita. Una visione, quindi, sì strettamente e profondamente ecologica (Ecologia Profonda), ma anche decisamente materialistica in quanto basata su aspetti fisici e componenti fisici del mondo naturale. La componente umana vi è esclusa, e quindi anche la componente psicologica ed interiore che appartiene all'uomo come suo essere (anima?) interiore. Al contrario, nelle Aree Wilderness l'uomo ritorna a fare parte del ciclo della vita (quindi cacciando, pescando ed utilizzando ogni altra risorsa per suoi fini vitali), ma anche, grazie al proprio intelletto, godendo di sentimenti e sensazioni che sono puramente spirituali, anche nell'apprezzamento dello stato naturale in cui è immerso. L'Ecologia Profonda sembra invece voler negare questa componete, non riservando all'uomo alcuno spazio, ed anzi, estromettendolo come si fa, appunto, nelle Riserve Integrali.

Il termine "sinistra" in senso politico che ho utilizzato in precedenza è solo indicativo di un materialismo che, se messo in politica, piuttosto a quel pensiero si abbina che non ad altre visioni più sensibili ad aspetti anche non materialistici della società.

L'idea di un "Anima del mondo" non può ritenersi spirituale, in quanto il mondo naturale è privo di una spiritualità intrinseca; spiritualità che, fino a prova contraria, è endemica dell'uomo perché connessa alla sua capacità di ragionare. E' l'uomo, caso mai, che vede in essa - o crede di vederci o, meglio ancora, ha deciso di conferirgli - una spiritualità: ma la spiritualità non può prescindere dall'uomo, altrimenti si nega l'esistenza di una distinzione tra materialismo e spiritualismo. Questa spiritualità al mondo inanimato la conferiscono i popoli che definiamo primitivi in senso tecnico-culturale, ma solo per mancanza di conoscenze e di elevazione del pensiero umano, i quali vedevano Dio in quelle cose od eventi per loro misteriosi dalle quali ha origine la vita o dalle quali traevano la loro stessa vita (animali, frutti, piante), ma che l'evoluzione del pensiero umano ha poi evidenziato essere oltre quelle cose, come, caso mai, Dio quale loro creatore come è poi avvenuto nel pensiero evoluto delle religioni monoteiste.

Gesù Cristo, come ci narrano i Vangeli, non andò nella wilderness (il deserto solitario della Galilea) per confrontarsi con lo spirito della terra in senso ecologico - pietre, sabbia, piante, animali: ovvero quella che oggi noi definiamo biodiversità che è alla base dell'Ecologia Profonda - ma per rapportarsi interiormente con Dio; un rapporto che egli cercava vivendo la solitudine dall'uomo, addirittura privo di sostanze materiali di vita, e scavando nel suo interiore per potersi collegare al Padre cui chiedeva aiuto. Una ricerca di spiritualità che, quindi, aveva come supporto il materialismo dello stato fisico del deserto e non già quell'intrinseca spiritualità che l'Ecologia Profonda ritiene di conferire a questo mondo (Gaia era la vita, e la vita è il Dio delle religioni cristiano-giudaico-islamiche che si sono evolute da quell'antico pensiero).

Occuparsi solo di questo stato fisico della vita, quale sembra essere il concetto dell'Ecologia Profonda, volta a negare quasi ogni azione umana ed antropocentrica, significa occuparsi solo di una metà del TUTTO.


Fonte:
 

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